HomePrimi e Paste › Spaghetti alla chitarra autentici: il tocco casalingo che li rende speciali come in Abruzzo
Primi e Paste

Spaghetti alla chitarra autentici: il tocco casalingo che li rende speciali come in Abruzzo

📅 27 Agosto 2026✍️ di Vittorio Selmi⏱️ 4 min di lettura

Il segreto sta in tre mosse: impasto asciutto con semola rimacinata e uova, taglio deciso sulla chitarra ben tesa, sugo ristretto che avvolge senza bagnare. A casa funzionano riposo dell’impasto e breve asciugatura della sfoglia. Così tornano masticabilità quadrata e profumo di grano, proprio come in Abruzzo.

Ingredienti e proporzioni essenziali

Per 4 persone: 400 g di semola rimacinata di grano duro, 100 g di farina 00 (facoltativa per rendere la pasta più docile), 5 uova medie a temperatura ambiente, un pizzico di sale fino, semola per spolvero. Olio extravergine d’oliva abruzzese consigliato in finitura, meglio se certificato DOP.

Per il condimento rapido: 700 g di pomodori pelati, uno spicchio d’aglio, olio extravergine, basilico o maggiorana, sale. In alternativa, pallottine teramane: carne macinata fine, uovo, pane ammollato e parmigiano, polpettine grandi come una nocciola, cotte nel pomodoro.

Impasto asciutto e riposo: la base dell’autenticità

Versare la semola (e l’eventuale 00) sul piano. Fare la fontana, rompere le uova al centro, aggiungere il sale. Incorporare con la forchetta, poi impastare a mano per 8–10 minuti finché la massa è liscia e compatta.

L’impasto giusto è sodo: se affonda lentamente al dito e non appiccica, è pronto. Coprire con ciotola o pellicola e far riposare 30–40 minuti. Il riposo rilassa il glutine e stabilizza l’umidità.

Sfoglia, chitarra e taglio preciso

Dividere l’impasto in due. Stendere con mattarello a 3 mm circa, spolverando con semola. La sfoglia deve essere opaca, non lucida: indice di giusta asciuttezza.

Adagiare la sfoglia sulla chitarra infarinata. Passare il mattarello con decisione finché le corde “cantano” e i fili cadono nel vassoio. Se restano attaccati, spolverare altra semola e ripassare. Dopo il taglio, allargare i fili con dita leggere e lasciare asciugare 10–15 minuti su graticcio o canovaccio infarinato.

Senza chitarra, usare un rullo tagliapasta regolato per strisce da 3 mm e sezione il più possibile quadrata. Non è blasfemia, ma la chitarra regala quella ruvidità da antologia.

Cottura e mantecatura: pochi minuti che contano

Acqua a bollore vivace, sale grosso. Tuffare la pasta: 2–3 minuti bastano. Assaggiare: la sezione deve offrire lieve resistenza al morso.

Trasferire in padella con il sugo caldo, aggiungere poca acqua di cottura ricca di amido e mantecare a fiamma media 30–40 secondi. Spegnere, attendere un minuto: la pasta assorbe e il condimento lucida senza separarsi.

Il sugo giusto: due strade vincenti

Pomodoro ristretto: soffriggere aglio in olio, unire i pelati schiacciati, sale e basilico. Fuoco basso 35–40 minuti, senza coperchio. Deve nappare il cucchiaio. Finale con un filo d’olio crudo.

Pallottine teramane: impastare carne, uovo, pane e formaggio. Formare biglie minuscole. Rosolare rapido in poco olio, poi cuocere 20 minuti nel pomodoro. Condire la chitarra, pecorino a piacere. Tradizione pura, sapore rotondo.

Consigli da bordo e di casa

In cambusa, quando il mare era capriccioso, facevo asciugare le sfoglie vicino a una presa d’aria: 10 minuti di brezza e taglio perfetto. A casa basta un ventilatore al minimo, lontano dal calore diretto.

Se volete un tocco “di porto” senza tradire l’Abruzzo, fate un fondo con due alici dissalate sciolte in olio, poi unite il pomodoro: la sapidità marina rafforza il grano senza coprirlo. Sulle coste dei trabocchi me l’ha insegnato un vecchio pescatore che faceva calare le reti al tramonto, quando il mare frusciava come le corde della chitarra.

Uova e superfici pulite, mani asciutte, abbattimento rapido dei residui di impasto: sono buone pratiche vicine allo spirito HACCP anche tra le mura di casa.

Errori comuni e come evitarli

Impasto troppo umido: aggiungere semola un cucchiaino alla volta e lavorare finché la massa si compatta. Se è già steso, spolverare e far asciugare 5 minuti per lato.

Corde della chitarra lente: tendere con la vite o, se manca, inserire uno spessore sotto il telaio. Il suono deve essere secco, non ovattato.

Sugo acquoso: restringere a fuoco medio senza coperchio e salare solo alla fine. L’acqua di cottura va dosata a cucchiai, non a mestoli.

Sovracottura: cuocere meno e finire sempre in padella col condimento. La sezione quadrata perdona poco: un minuto di troppo e la pasta cede.

Varianti locali e servizio

All’Aquila preferiscono una sfoglia leggermente più spessa e condimenti robusti. A Teramo, pallottine e pomodoro. Nel Vastese compaiono peperoncino e olio profumato. Tutto regge se l’impasto resta asciutto e il taglio netto.

Servire in piatti caldi, pecorino o caciocavallo a grattugia fine, olio a filo. Porzione giusta: 90–100 g a testa. Il resto va in nidi infarinati in frigo per 24 ore, o in freezer su vassoio e poi in sacchetto.

Il mare mi ha insegnato essenzialità e tempi corti. La chitarra chiede lo stesso: pochi ingredienti ben trattati, attenzione silenziosa, mano ferma. Così, a tavola, arriva l’Abruzzo vero.

Vittorio Selmi

Vittorio è stato capo cuoco sulle navi da crociera per dieci anni, ma oggi cucina solo per la sua grande famiglia a Taranto. Si diverte a semplificare piatti di pesce tradizionali e inserisce spesso nei suoi articoli curiosità marinare e storie raccolte in viaggio.

Torna in alto