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Cosa usare al posto del brodo di dado? Scoperti gli ingredienti che stanno già in dispensa

📅 11 Agosto 2026✍️ di Beatrice Verani⏱️ 4 min di lettura

Ti è mai capitato di aprire la dispensa per preparare un brodo, solo per renderti conto che i dadi sono finiti? Oppure semplicemente preferisci evitarli perché carichi di sale e conservanti? Bene, sappi che hai già in casa tutto quello che serve per fare un brodo altrettanto saporito, se non addirittura migliore. È quello che ho scoperto durante i miei esperimenti culinari a Roma, quando la nostalgia delle zuppe dell’Emilia mi spingeva a cercare alternative più genuine.

Le verdure della dispensa diventano oro liquido

Iniziamo dalle fondamenta. Se pensi che il brodo richieda chissà quali ingredienti misteriosi, stai sbagliando di grosso. Le verdure che usi comunemente – carota, sedano, cipolla – sono esattamente quello che ti serve. Funziona come quando un pittore parte dai colori primari per creare infinite sfumature: con questi tre elementi costruisci la base di qualsiasi brodo.

Come lo preparo io? Semplicissimo. Metto a soffreddere cipolla tritata in un po’ d’olio, aggiungo carota e sedano tagliati grossolanamente, lascio che si ammorbidiscano per una decina di minuti. Poi copro il tutto con acqua – quanto basta, dipende da quanto brodo vuoi – e lascio bollire almeno mezz’ora. Il risultato è già magnifico, ma aspetta: non abbiamo ancora iniziato a giocare con i veri segreti di sapore.

Sale, pepe e le spezie che trasformano tutto

Qui inizia la vera magia. Mentre il brodo sobbollisce dolcemente, è il momento di aggiungere quello che davvero fa la differenza: il sale. Sì, proprio il sale comune che hai già in cucina. Non è banale, promesso. Il segreto è dosarlo gradualmente, assaggiando man mano. Non è come versare dadi in acqua calda, dove il salato viene tutto insieme – qui controlli tu ogni singolo passaggio.

Aggiungi pepe nero macinato al momento, un paio di foglie di alloro se le hai in dispensa – e sebbene parliamo di cucina italiana, quasi tutti le conservano da tempo immemore – e se mi permetti un suggerimento personale: un pizzico di noce moscata. Non è obbligatorio, ma cambia davvero la percezione del brodo, soprattutto se lo usi per risotti o minestre.

C’è poi un ingrediente che in pochi considerano: il pomodoro. Non fresco, magari, se non è stagione, ma il concentrato di pomodoro che probabilmente hai nel ripostiglio. Un cucchiaio di concentrato sciolto nel brodo aggiunge profondità e quel caratteristico colore dorato-rosato che il brodo di dado non riesce a dare.

I segreti del brodo fatto con quello che hai già

Permettimi di rivelarti un trucco che ho imparato dalle signore ferraresi: l’aggiunta di un piccolo osso, se ne hai. Non è necessario andare a cercarlo, ma se prepari del pollo intero o hai degli avanzi, aggiungere un osso dona al brodo una consistenza gelatinosa, quasi vellutata. Questa caratteristica arriva da quella che i cuochi chiamano Gelatina – una sostanza naturale che esce dalle ossa durante la cottura prolungata.

Se non hai ossa a portata di mano, nessun problema. Anche il brodo puramente vegetale funziona perfettamente, specialmente se aggiungi un po’ di funghi secchi – quei porcini che costano poco e durano una vita in dispensa. Metti a bagno i funghi in acqua tiepida prima, filtra l’acqua dal fumo della terra (perché sì, i funghi secchi hanno del terriccio addosso), e versala nel brodo insieme ai funghi sminuzzati.

Qui arriviamo a un punto cruciale: il tempo. Mentre i dadi si risolvono in pochi minuti, il brodo fatto in casa chiede pazienza. Lascialo cuocere tranquillamente per almeno un’ora. So che sembra una vita in tempo moderno, ma è proprio quella lentezza che fa emergere tutti i sapori. È come la differenza tra una chiacchierata al bar e una conversazione profonda con un vecchio amico.

Spezie particolari se vuoi osare

Una volta che hai padroneggiato la ricetta base, puoi iniziare a sperimentare. Uno spicchio d’aglio intero (toglilo prima di filtrare), un rametto di rosmarino o timo – se li coltivi in balcone, ancora meglio. La Cucina molecolare moderna ha insegnato che certi aromi lavorano insieme in modo sorprendente. Tu non devi sapere la teoria chimica: basta che tu sappia che l’aglio e il rosmarino sono una coppia vincente, come cappuccino e cornetto.

Se ami la cucina più decisa, un po’ di peperoncino rosso secco non guasta. Ricordati però che il peperoncino è “buono e cattivo”: aggiunge sapore, ma se esageri, copre tutto il resto. Meglio aggiungerlo quando il brodo è quasi pronto, in modo che il calore lo caratterizzi senza dominare.

Come conservarlo e riutilizzarlo

Ecco un ultimo consiglio pratico: quando il brodo è fatto, filtralo attraverso un colino a maglia fine. Se vuoi una consistenza cristallina, usa una garza alimentare. Lascialo raffreddare completamente e conservalo in frigorifero dentro barattoli di vetro: dura tranquillamente una settimana, se non di più.

Meglio ancora? Congelalo in vassoi per il ghiaccio. Così avrai sempre a portata di mano il tuo brodo fatto in casa, pronto a salvare un risotto, una minestra o una salsa dell’ultimo minuto. È quello che faccio io ormai, da quando ho capito che mezzora di brodo fatto bene vale più di dieci dadi.

Insomma, quella scatoletta colorata che prometteva comodità non è poi così indispensabile. La prossima volta che ti accorgerai di non avere dadi in dispensa, non vedere una disgrazia: vedi un’opportunità di fare qualcosa di infinitamente migliore, con le tue mani e con quello che hai già. Il brodo fatto in casa non è solo più sano – è anche, e lasciami dire con un certo orgoglio culinario, molto più buono.

Beatrice Verani

Trasferitasi da Ferrara a Roma per lavoro, Beatrice ha imparato ad adattare i sapori del nord con le ricette tipiche del centro Italia. Si specializza in piatti unici e torte salate per cene tra amici e racconta spesso gli esperimenti culinari fatti per smorzare la nostalgia di casa.

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